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Profili di Periferiche Reali: Fotocamera, Monitor, Stampante

Gabriele Danesi Fine Art Studio
Pubblicato da in Gestione del Colore ·
Tags: profilimonitorfotocamerastampante

OSSERVAZIONI GENERALI
Parlando di Gestione del Colore, abbiamo visto che nel momento in cui si ha a che fare con Perfieriche Reali come monitor, fotocamere, stampanti, scanner, è necessario caratterizzare la periferica e costruire un profilo specifico per ognuna di esse. Ciò è di primaria importanza se vogliamo far in modo che l'intero flusso di Gestione del Colore venga eseguito nel modo più preciso possibile.

In caso contrario bisognerebbe affidarsi a profili generici forniti dal produttore della periferica. Ma dato che ogni periferica reale non potrà mai funzionare nello stesso identico modo di una periferica campione (cioè quella utilizzata per costruire il profilo generico), ovviamente non si otterranno risultati altrettanto precisi.

Il monitor rappresenta, in realtà, un discorso a parte, in quanto abbiamo visto che avere un profilo del monitor serve solo ed esclusivamente ad eseguire la Compensazione Monitor. Il profilo monitor perciò è di fondamentale importanza per avere un corretto riscontro visivo su ciò che stiamo facendo quando si sviluppa o si elabora un'immagine; non avrà però alcuna influenza sull'interpretazione e mantenimento dei colori lungo tutto il passaggio che va dall'acquisizione dello scatto RAW (tramite fotocamera), fino alla riproduzione della fotografia su carta (tramite stampante).

Se schematizziamo i passaggi coinvolti in un classico processo di Gestione Colore che riguarda una fotografia, avremo infatti:

1) ASSEGNAZIONE di un profilo fotocamera (ossia interpretazione dei numeri prodotti dal sensore digitale tramite corrispondenza con i colori XYZ).
2) CONVERSIONE dal profilo fotocamera ad un profilo standard per l'elaborazione del file RAW (solitamente RIMM RGB).
3) CONVERSIONE dal profilo RIMM RGB al profilo scelto per l'esportazione del file RAW (sRGB, AdobeRGB o ProPhotoRGB).
4) Nel caso in cui si esegua una stampa, ci sarà infine una CONVERSIONE dal profilo standard usato per descrivere i colori dell'immagine (sRGB, AdobeRGB, ProPhotoRGB) al profilo del dispositivo di stampa.

Come si vede nell'elenco appena descritto, non compare mai il profilo monitor. Tale aspetto si evidenzia anche se riguardiamo il grafico che avevamo usato per descrivere un generico flusso di Gestione del Colore:



dove si vede appunto che, nel caso di visualizzazione su schermo, la conversione colore riguarda solo l'invio dei numeri RGB allo schermo stesso, ed è indipendente dal flusso di assegnazioni/conversioni (rappresentato in orizzontale) che riguardano direttamente l'immagine.

Forniamo adesso una breve descrizione su come si costruisce il profilo di periferiche reali, tramite l'utilizzo degli appositi strumenti di misurazione: colorimetro, spettrofotometro. La differenza tra questi due dispositivi è la seguente:

- Colorimetro: misura la luce tramite filtri che cercano di imitare la risposta dei coni dell'occhio umano e fornisce valori numerici in uno degli spazi standard CIE (CIE1931 o CIE1976). La caratteristica fondamentale del colorimetro è che effettua misure sulla luce che entra nello strumento, dunque può essere usato per profilare un monitor ma non una stampante.
- Spettrofotometro: misura le proprietà spettrali di una qualsiasi superficie, ossia il rapporto tra la quantità di luce riflessa rispetto alla quantità di luce che incide sulla superficie in esame ad ognuna delle lunghezze d'onda dello spettro visibile (riflettanza spettrale). Tale tipo di misura richiede la presenta di una specifica fonte luminosa, interna allo strumento, usata come riferimento per la misura. Uno spettrofotometro può dunque essere usato per profilare sia monitor che stampanti.

PROFILO DI MONITOR
La costruzione del Profilo ICC di un monitor si esegue in 3 passaggi:

- Calibrazione (serve a portare il monitor ad uno stato noto riguardo luminosità, contrasti, gamma, punto del bianco).
- Misurazione (fase in cui lo strumento applicato al monitor legge i colori campione).
- Costruzione Profilo ICC (fase in cui il software di profilazione analizza tutte le misure effettuate e costruisce di conseguenza la tabella che descrive il monitor, nel rispetto dello standard attuale di Profilo Colore specificato dall’ International Color Consortium).



Nel software di corredo del colorimetro (o dello spettrofotometro) in uso, si dovrà impostare determinati valori che riguardano il primo ed il secondo passaggio (calibrazione e misurazione):

- Illuminante: D50, D55, D65, D70, Originale, Personale
- Luminanza: 80, 100, 120, 250, Originale, Personale
- Gamma: 1.8, 2.2, 3
- Luminosità e Contrasto: Originale, Misura
- Numero di Patch da misurare: 512, 1024, 2048, …

Finita la fase di misurazione verrà creato automaticamente (ed installato nel sistema operativo) il Profilo ICC che descrive il monitor.

PROFILO DI FOTOCAMERA
Per caratterizzare e costruire un profilo che sia in grado di descrivere colorimetricamente i numeri prodotti dal sensore della nostra fotocamera, è possibile utilizzare un target contenente 24 tacche di colori noti (ColorChecker) ed uno specifico software (ColorChecker Passport).



Per costruire il profilo fotocamera (da usare per Lightroom o CameraRAW) con il ColorChecker:

- Si fotografa (in formato RAW) il ColorChecker.
- Si apre su Lightroom il file RAW e lo si esporta (senza eseguire alcuno sviluppo) con le impostazioni predefinite fornite dal software del ColorChecker (tale software costruirà il Profilo appropriato per la fotocamera in base ad un test di corrispondenza sui 24 colori).
- Si riavvia Lightroom per disporre del nuovo profilo creato.

NB: Grazie alla tacca di grigio chiaro del ColorChecker (seconda tacca in basso a sinistra) è inoltre possibile bilanciare il bianco.

PROFILO DI STAMPANTE
Per costruire Profili di Stampante è necessario osservare che ogni tipo di carta richiede la costruzione di un proprio profilo.

Per profilare una stampante, in base ad uno specifico supporto cartaceo, è necessario disporre di uno spettrofotometro e relativo software di lettura.

- Si stampa un Target (sul tipo di carta che vogliamo profliare) composto da molte patch di colori di riferimento:



- Si esegue la misurazione con lo spettrofotometro.
- Il Software calcolerà in automatico le quantità di inchiostro che la stampante deve utilizzare per riprodurre in maniera più fedele possibile i colori misurati, costruendo così il profilo per quel tipo di carta.





2 commenti
Voto medio: 125.0/5
Francesco
2015-02-16 21:09:36
Salve, complimenti per le spiegazioni, veramente notevoli, ho capito più cose in 10' di lettura di questo blog che in tanto, tanto tempo :)
Ovviamente non tutto mi è chiaro, ma non certo per colpa tua.
Mi interessa in particolare il discorso della costruzione del profilo fotocamera.
Scatto un raw del color checker con tutte le impostazioni della fotocamera "a zero", ma con che illuminazione?
Adobe RGB? sRGB? 12 o 14 bit?
Flash? Giorno? Non importa?
Con che ottica? Una per tutte?
Poi... basta farlo una volta per tutte e ripetere l'operazione a scadenze periodiche, come per la calibrazione del monitor, oppure devo farlo ogni volta che cambia la situazione?

Ho notato che ColorChecker Passport è rimasto fermo a qualche anno fa come aggiornamento. Oggi ci sono soluzioni migliori (per Lr 5 Mac OsX)?

Se troverai tempo per rispondermi mi farai felice, e comunque grazie per tutte le info che riporti!
francesco
Gabriele Danesi
2015-02-17 10:04:44
Ciao Francesco, da quanto scrivi purtroppo mi sembra di capire che fai confusione con i concetti relativi ai metadati necessari per lo sviluppo dei files RAW. Tutte le impostazioni da te elencate (regolabili on-camera) fanno infatti parte dello sviluppo RAW automatico eseguito dal firmware della fotocamera nel caso in cui tu scatti in JPG. Nel caso di scatto in formato RAW tali parametri sono del tutto ininfluenti. Fai riferimento a quest'altro articolo per capire a cosa mi riferisco: http://www.gabrieledanesi.com/blog/index.php?id=y8040c8l

Per eseguire il profilo con ColorChecker non ti devi quindi preoccupare di settare alcun parametro on-camera. Devi scattare in RAW e, una volta importato su Lightroom, non devi eseguire alcuna operazione di sviluppo.

E' invece importante l'illuminante, perchè il profilo determinato tramite ColorChecker vale solo per la temperatura colore ambiente in cui hai effettuato lo scatto. Quindi se per esempio il profilo lo fai in studio, ossia prevedendo l'uso degli stessi flash, lo puoi fare una volta sola e basta... puoi preoccuparti di ripeterlo solo dopo molto tempo, magari a causa del peggioramento per invecchiamento dell'emissione flash delle lampade.

In esterno, invece, il profilo lo puoi fare: o ogni volta che cambi situazione luminosa, oppure una volta e basta costruendo un profilo a doppia-illuminante. In quest'ultimo caso fai 2 scatti RAW al ColorChecker: il primo deve essere fatto a circa 5500 °K (luce daylight, come quella di un flash o nel Sole di mezzogiorno), il secondo deve essere fatto a temperatura inferiore, come per esempio nel caso di una lampadina ad incandescenza (circa 2800 °K). A questo punto i due scatti a diverse temperatura possono essere uniti direttamente nel software ColorChecker Passport, per generare un "profilo fotocamera a doppia illuminante" che funziona abbastanza bene in qualsiasi situazione esterna. Se usi un profilo così costruito hai una descrizione della tua fotocamera abbastanza buona per tutte le possibili situazioni, quindi puoi anche non portarti più dietro il ColorChecker.

Ovviamente esistono molti altri modi per profilare una fotocamera. La soluzione tramite ColorChecker è la più economica e la più semplice. Altre tecniche richiedono grande competenza tecnica. Tuttavia, pur semplice che sia, la tecnica con ColorChecker fornisce risultati più che accettabili, e sicuramente nettamente superiori rispetto all'utilizzo di profili generici come quelli della casa costruttrice della fotocamera o come quelli di Adobe.

Buona lettura,
Gabriele Danesi

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