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Caratteristiche degli Spazi Colore RGB e loro utilizzo

Gabriele Danesi Fine Art Studio
Pubblicato da in Gestione del Colore ·
Tags: sRGBAdobeRGBProPhotoRGB

In base all'associazione di coordinate colorimetriche XYZ ai colori primari RGB è possibile ottenere diversi spazi colore RGB. Gli Spazi Colore Standard più usati in fotografia sono: sRGB, AdobeRGB, ProPhotoRGB:







Confronto tra ProPhotoRGB, AdobeRGB, sRGB:





Nella seguente immagine vediamo a confronto le proiezioni degli spazi standard sul piano bidimensionale (Diagramma delle Cromaticità):



Gli spazi colore standard sono ideali, ossia non si riferiscono ad alcuna periferica reale. Sono costruiti matematicamente e servono per avere uno standard mondiale di riferimento per le conversioni colore.

Quando si deve descrivere il comportamento di un dispositivo elettronico (monitor, fotocamera, stampante), si ha invece a che fare con i cosiddetti spazi colore di periferica. In questo caso la loro funzione sarà quella di descrivere la periferica, ossia far in modo che i numeri RGB (o CMYK) prodotti da quella periferica possano trovare la loro corretta corrispondenza colorimetrica.

Osservazione: Nel caso di monitor e fotocamere gli spazi colore saranno tutti basati sulla sintesi additiva (analogamente agli spazi colore standard). Nel caso di stampanti, si avrà invece uno spazio colore basato sia sulla sintesi sottrattiva che sulla sintesi additiva (i colori prodotti da una stampa sono risultato della sintesi sottrattiva per quantro riguarda il comportamento di assorbimento/riflessione in corrispondenza della superficie della carta, però devono tener conto anche delle somme additive di luce riflessa create da goccie di inchiostro molto vicine, ma non sovrapposte). Per questo motivo i diagrammi dei profili di stampa rappresentati sul modello XYZ avranno forma molto irregolare.

Nella seguente immagine vediamo due profili colore riferiti a stampante ink-jet HDR nel caso di una carta Fine Art cotone matte (completamente opaca) ed una carta Fine Art cotone baritata (superficie satinata classica delle carte baritate):



Confrontiamo questi due spazi colore reali con alcuni spazi colore standard:



OSSERVAZIONI
- Lo Spazio Colore sRGB è troppo ristretto per rappresentare tutti i colori che ci mette a disposizione un profilo di stampa Fine Art.
- Lo Spazio Colore AdobeRGB può essere un buon compromesso per alcune applicazioni, ma se si fa riferimento alla stampa Fine Art siamo ancora in una situazione in cui non si riescono a coprire tutti i colori rappresentabili da una stampante Fine Art.

CONCLUSIONI
- La maggior parte dei monitor (soprattutto quelli un po' datati) lavorano in sRGB.
- Anche se stanno uscendo sempre più monitor in grado di coprire completamente l'AdobeRGB, l'sRGB continua a rimanere lo standard valido per scopi web.
- Il gamut di un profilo fotocamera può essere molto più esteso dell'AdobeRGB. Dunque se si converte l'immagine in AdobeRGB, o ancor peggio in sRGB, si buttano via molte informazioni su colori che invece la fotocamera riesce a registrare.  
- Se si vuole effettuare stampe Fine Art di elevata qualità le immagini dovranno necessariamente essere definite in ProPhotoRGB.
- Usare il ProPhotoRGB può comportare problemi nel caso in cui si eseguono processi di post-produzione sull'immagine che vadano ad alterare luminosità e contrasti in seguito allo sviluppo RAW. Anche l'applicazione di una semplice curva su Photoshop che aumenta il contrasto, comporta infatti un notevole incremento di saturazione dei colori. Ed in seguito a ciò, dato l'ampio gamut del ProPhotoRGB, è facile spostare i toni dell'immagine in aree che sicuramente non saranno più riproducibili in stampa.






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