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Storia della Fotografia - 1) La Camera Oscura

Gabriele Danesi Fine Art Studio
Pubblicato da in Tecnica Fotografica ·
Tags: storiafotografia

Quella che possiamo considerare come "prima tappa" nella Storia della Fotografia, fu senz'altro l'invenzione della Camera Oscura. In realtà, però, non ci sarebbe nemmeno da parlare di vera e propria invenzione, dato che l'uomo è stato solo abile nell'imitare ciò che la natura aveva già creato, ossia l'occhio umano.

Sembra che il primo ad aver concepito il principio di camera oscura sia stato Aristotele, nel IV secolo a.C., allo scopo di osservare un'eclissi di Sole, ed anche grazie a ciò che sappiamo riguardo le sue osservazioni sulla luce, sui colori e sul senso della vista. Nel 1039 l'erudito arabo Alhazan Ibn Al-Haitham la usò anche lui per osservare un'eclisse. Lo stesso fece il monaco francese Guglielmo di St. Cloud il quale si servì della camera oscura per osservare l'eclisse solare del 5 giugno 1285.

Nel 1515 Leonardo da Vinci, studiando la riflessione della luce sulle superfici sferiche, descrisse una camera oscura che chiamò Oculus Artificialis (occhio artificiale). L'oculus artificialis, usato per studiare l'eclissi solare del 24 gennaio 1544, fu schematizzato ed illustrato dallo scienziato olandese Rainer Geinma Frisius:



In quegli anni, e nei secoli successivi, la camera oscura venne utilizzata soprattutto dagli artisti del Rinascimento per proiettare l'immagine del mondo esterno su una parete, così da poter disporre di un campione di riferimento per realizzare disegni e dipinti. Si sa ad esempio che Raffaello ne fece ampio uso e con lui tutti quegli artisti che avevano necessità di riprodurre in maniera fedele le ampie prospettive dei paesaggi.

Nel 1550 il filosofo e fisico pavese Girolamo Cardano ottenne un'immagine più nitida applicando al foro anteriore della camera oscura una lente convessa. Fu il primo passo verso l'utilizzo dei sistemi lenticolari, il primo vero e proprio antenato dell'obiettivo fotografico. Tre anni dopo, il fisico napoletano Giambattista Della Porta descrisse, nel suo libro Magia Naturalis, un apparecchio con lente e con specchio riflettore per il raddrizzamento dell'immagine sul piano orizzontale superiore, costituito da un vetro smerigliato. Fu la nascita del principio che poi darà origine ai moderni apparecchi reflex.

Gli studiosi italiani del Rinascimento contribuirono in modo notevole a porre i fondamenti ottici della moderna fotografia. Nel Seicento divenne frequente l'uso della camera obscura portabilis: una scatola con una lente da una parte ed uno schermo di vetro smerigliato dall'altra, cosicché l'immagine poteva essere vista dall'esterno della camera. Nel 1620 Giovanni Keplero usava una specie di tenda da campo come camera obscura. Una lente ed uno specchio sulla sommità della tenda rinviavano l'immagine su un piano all'interno. Keplero poteva così effettuare i suoi rilievi topografici.

Gli artisti del seicento facevano largo uso della camera obscura sia per disegnare ritratti che paesaggi. Una camera oscura gigante fu costruita per tale scopo nel 1646 ad Amsterdam dall'olandese Athanasius Kircher; le dimensioni erano tali che il disegnatore poteva entrarvi all'interno. Un piccolo buco su una parete consentiva alla luce di proiettare il paesaggio esterno sulla parete opposta. Il disegnatore in piedi tracciava su un grande foglio steso sulla parete i tratti del paesaggio. Il disegno veniva poi completato nello studio dell'artista:



Kircher intuì che il fenomeno di proiezione poteva avvenire anche al contrario, tant'è che ideò la cosiddetta lanterna magica, un proiettore di disegni che fu l'antenato dei moderni proiettori cinematografici.

Finalmente, nel 1685, il tedesco Johann Zahn realizzò una camera oscura di tipo reflex. Aveva posizionato all'interno uno specchio, collocato a 45° rispetto alla lente dell'apertura, che rifletteva l'immagine su un vetro opaco. Ponendo un foglio da disegno sul vetro, era possibile ricalcare i contorni visibili dell'immagine così proiettata. Zahn costruì in seguito una macchina più piccola e trasportabile ovunque. Uno strumento di grande ausilio per disegnatori tecnici e pittori che continuò ad essere usato per almeno due secoli:



Esso si basava sullo stesso identico principio grazie al quale funzionano oggi le moderne fotocamere reflex.





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